|
|
Bio.
Nasco a Napoli il 30 maggio 1981. E qui potrei
fermarmi. Cos'altro aggiungere all'evento più straordinario della vita
di un uomo? Il primo respiro, il primo battito, il primo pianto. Tutto
ciò che avviene dopo non è altro che una banale replica di quella
manciata di secondi che segnano l'inizio di una vita. Ed è doloroso come
un calcio negli stinchi sapere di non aver potuto godere di quel momento
con la consapevolezza necessaria per apprezzarlo e conservarlo nella
memoria. Perché nessun uomo ricorda l'avvenimento più importante della
propria vita: l'inizio della vita stessa. E poi non è semplice
raccontare una vita fatta di incontri, scontri e rincontri, in
cui passato e presente e futuro si rincorrono e si mescolano dando vita ogni
giorno alle sfumature più diverse. Potrei tentare di indagare il
mio rapporto con gli uomini, di ricercare nella mia infanzia i primi
segni di quella violenta fantasia che ha caratterizzato la mia vita fino
ad oggi, di rintracciare una linea di sviluppo attraverso quel flusso
di pensieri
che con veemenza si sono forgiati dentro di me fino ad acquisire quasi
una loro corporeità. Si potrebbe, certo, ma non sono daccordo.
Come si può raccontare e spiegare la propria vita a qualcuno se è già così complicato viverla e capirla
da sé? Tutto ciò che vi invito a fare è ascoltare la mia voce con
la coscienza di chi mette sempre nel conto la possibilità di sbagliare e
ricredersi. E tenendo bene a mente che non c’è nulla di più limpido e
sincero di un foglio bianco. Le parole spesso traggono in inganno,
confondono, creano incomprensioni. Danno vita ad una sorta di labirinto
da cui non è semplice tirarsi fuori. E bisogna scavare, con costanza e
con pazienza, per riuscire a trovare la giusta via d’uscita, che in
nessun caso coincide con quella contrassegnata dalla scritta al neon
“exit”. Le parole sono una maschera, il foglio bianco è la verità.
Francesco Antonio Giordano
|
|